Per l’affitto della villa sita sulla Riviera francese, dove la famiglia dell’ex banchiere e gli amici dello stesso hanno trascorso le sue fastose vacanze nel mese di agosto 2014, sono stati pagati 430 mila di euro.

Così come la sposa di Ilan Shor Sara, che canta con il nome d’arte Jasmin, suole, ha fatto

pubblicare sulle reti sociali fotografie delle vacanze trascorse dalla famiglia in una villa sita nella penisola Saint Jean Cap Ferrat - una delle perle della Costa d’Azzurro. Fotografie e immagini video della stessa casa di vacanza ultra lussuosa hanno pubblicato su internet i VIP di Russia, amici della famiglia di Shor – il designer di moda Valentin Yudashkin, la sposa e la figlia dello stesso, la sposa dell’ex consigliere presidenziale Vladimir Kojin e la sposa dell’uomo d’affari Alexandr Dostman, ben conosciuto nel mondo dell’industria russa dello spettacolo. Il programmo delle vacanze ha compreso una festa danzante nello stile moldavo, organizzata presso la villa in merito. Eccetto la decorazione nei colori del tricolore e, facile da supporre, polpette avvolte in foglie di cavolo, gli ospiti hanno avuto la possibilità di godere della prestazione di un complesso di danza popolare. La proprietà immobiliare sita sulla Costa d’Azzurro, presa in affitto da Shor nel mese di agosto 2014, è costituita da un’edificio con la superficie lorda complessiva di più di 700 metri quadrati, sita sul litorale. Tranne tantissimi salotti strapieni di oggetti decorativi di lusso, la villa ha sei camere da letto, tutte sei con vista sul mare. Dispone anche di due piscine. La sposa dell’ex consigliere di Kremlin Vladimir Kojin ha fatto pubblicare un video con un commento, con cui viene ad augurare ai suoi amici virtuali una bella mattina di domenica.

La villa ha anche delle terrazze arredate per un massimo conforto. Esiste anche una funicolare che fa il collegamento tra le terrazze e le piscine e quale scende fino ad una porzione di spiaggia privata. La proprietà si trova nella lista delle offerte di più agenzie immobiliari specializzate nella vendita e nell’affitto delle case di lusso sulla Riviera francese.

Conformemente alle informazioni messe alla disposizione da alcuni agenti immobiliari contattati dal cronista del Jurnal TV, cui si è presentato come un eventuale cliente, l’affitto della proprietà in merito per il mese di agosto costituisce entro 385 e 450 mila di euro. A seconda dei servizi richiesti. Ilan Shor ha pagato 430 mila, equivalente a otto milioni e mezzo di lei su base del tasso di cambio attuale. Questa cosa si vede perfettamente negli estratti conto bancari di una delle società intestata a nome di ex banchiere, coinvolta nel „furto del secolo” – non residente Hezburg LLP. Questa compagnia ha iniziato a provvedere ad un bonifico bancario per la villa a Saint Jean Cap Ferrat in data di 11 luglio 2014. Il primo pagamento – 85 mila di euro. Entro quattro giorni ancora 80 mila. Altri 100 mila – in data di 21 luglio e ancora 80 mila – in data di 25 luglio. Più 50 mila di euro in data di 29 luglio, mentre in data di 1 agosto 2014, quando è stato effettuato ancora un bonifico bancario di 35 mila di euro per l’affitto della stessa villa, l’importo totale ha costituito 430 mila di euro.

I rullaggi bancari della società Hezburg dove si possono vedere anche senza usare la lente d’ingrandimento tutti questi pagamenti equivalenti ad un totale di otto milioni e mezzo di lei, sono stati fatti pubblici dal difensore di fiducia Ion Cretu, il difensore di Veaceslav Platon, uno dei condannati nel dossier del furto del miliardo. Tuttavia, il giurista ha fatto presentare al cronista di Jurnal TV anche gli estratti conti intestati a nome di altre società coinvolte nella frode bancaria, documenti che dimostrano che il denaro destinato per la villa è provenuto da parte delle compagnie intestate a nome di Ilan Shor coinvolte nello schema del „furto del miliardo”. Alcune compagnie che prendevano prestiti dalla Banca de Economii (Banca de Risparmio), Banca Sociale e Unibank ed altre compagnie che si occupavano del riciclaggio del denaro in merito provvedendo a numerosi bonifici bancari in tal maniera che sia estremamente difficile di individuare le tracce del denaro trasferito. La lussuosa villa sita in Francia, dove ha trascorso le sue proprie vacanze Ilan Shor, la sua famiglia ed i suoi amici nel mese di agosto 2014, è stata pagata con denari provenuti dai prestiti quali nel mese di novembre 2014 hanno provocato il fallimento della banca statale e degli altri due enti finanziari controllati in quel periodo di tempo dall’attuale sindaco di Orhei.

Quelli sei bonifici bancari che hanno costituito insieme un totale pari a 430 mila di euro per la villa sita in Francia hanno percorso un circuito complesso per i conti di più società intestate a nome di Shor . Provvediamo a presentare anche qualche esempi. Dunque provvediamo a seguire quale è stato il cammino del denaro trasferito in prima rata – un bonifico bancario di 85 mila di euro del 11 luglio 2014. L’importo trasferito ulteriormente a nome di un’agenzia immobiliare è stato trasferito sul conto della società Hezburg di Formisold LLP. Qui il denaro è arrivato dalla società Biro Media SRL, società riconosciuta da Shor come la sua propria società e specificata nella relazione investigativa degli investigatori internazionali della Kroll. La s.r.l., a sua volta, ha ricevuto il denaro provenuto da due prestiti presi dalla Banca de Economii (Banca de Risparmio), oltre 65 milioni di lei, convertiti in quasi tre milioni e mezzo di euro.

Successivamente le cose sono andate in questa maniera: In data di 7 e 8 luglio 2014, Shor provvede al ritiro dalla Banca de Economii (Banca de Risparmio), sotto forma di prestito a nome di una società intestata a nome suo Biro Media, di 32,6 e, rispettivamente, 32,7 milioni di lei. Il denaro viene convertito in 3,4 milioni di euro e viene inviato a Formisold LLP. Da qui, in data di 11 luglio 85 mila di euro sono inviati a Hezburg LLP, mentre quest’ultima provvede a trasferire la prima rata per la villa sita in Francia.

Probabilmente, l’esempio più eloquente, tra tutte quelli 6 bonifici bancari effettuati per l’affitto della villa, che hanno costituito un totale di 430 mila di euro, questo bonifico fu il secondo. Anche se è una rata più piccola e proviene da un prestito bancario più piccolo. Conformemente agli estratti conti intestati a nome di più società coinvolte nel circuito, 80 mila di euro trasferiti da Hezburg per la villa sita in Francia in data di 15 luglio sono provenuti da un prestito di un milione di euro concesso da BEM quattro giorni prima, in data di 11 luglio, a nome della società riconosciuta da Shor come la sua propria società, Alvaro Grup srl. L’itinerario è stato il seguente: la società Alvaro ha provedduto ad inviare l’intero milione di euro da BEM a Hostas Level LLP nello stesso giorno quando ha ricevuto il prestito. Tra tre giorni, in data di 14 luglio, dall’importo totale di un milione sono stati ritirati 80 mila e sono stati inviati a Welentas LP. Da qui, il denaro sono stati passati per la Formisold LLP, per arrivare in fin dei conti sui conti della società Hezburg. In data di 15 luglio il denaro viene trasferito sotto forma di secondo pagamento per l’affitto della lussuosa villa dove ha trascorso le sue proprie vacanze Ilan Shor .

Allora provvediamo a spiegare perche abbiamo ritenuto necessario di mettere in evidenza proprio questo bonifico bancario, dopodiche faremmo una precisazione. Nelle dichiarazioni rilasciate nel corso delle indagini preliminari in relazione al procedimento penale riguardante la frode bancaria, più esattamente nei processi avviati a nome di Vladimir Filat e Chiril Lucinschi, Shor ha fatto numerosi esempi dove mostrava come ritirava denaro dalle banche sotto forma di prestiti e come le somme in merito erano passate attraverso più società fino ad arrivare alla destinazione finale. Uno dei prestiti segnalati da Shor è proprio il prestito di un milione di euro, ricevuto dalla sua propria società Alvaro da BEM in data di 11 luglio, interpretato per esteso nel dossier Filat.

Nelle testimonianze rilasciate davanti all’autorità giudiziaria il banchiere ha dichiarato senza riuscire che il milione di euro ricevuto dalla sua propria società Alvaro da BEM in data di 11 luglio 2017, lo stesso di cui abbiamo parlato sopra e di cui è provenuta la seconda rata di denaro destinata per l’affitto della villa sita sulla Costa d’Azzurro, è stata trasferita a Hostas Level. Di là 416 mila sono stati trasferiti a Bannyster LLP. Da qui, circa lo stesso importo è stato inviato a Norske Plant LP. Dai conti della società in merito sono stati effettuati due bonifici bancari sul conto della Unibank a nome della cittadina della Federazione Russa Irina Alexandrova. 135 mila di euro – in data di 11 luglio e circa 281 mila - in data di 14 luglio. In totale 416 mila di euro, in relazione di cui Shor ha fatto affermare che la cittadina russa avrebbe trasmesso a Vladimir Filat. Dopodiche è stata effettuata un’inchiesta giornalistica, con cui è stato dimostrato che Irina Alexandrova ed altre persone di cui Shor ha dichiarato che hanno trasferito denaro a favore di Filat, non è stata mai venuta sul territorio moldavo e che non ne sa assolutamente nulla delle transazioni con il coinvolgmento del suo proprio nome, questo capo di imputazione è stato rigetto dalla Corte d’Appello. Anche se davanti al tribunale di primo grado Filat è stato già condannato per questo reato su base delle dichiarazioni rilasciate da Shor .

Se sovrapponiamo il cammino del denaro descritto da Shor, che, a suo avviso, sarebbe giunto a Filat con il concorso della cittadina russa Alexandrova, con quello del secondo bonifico bancario effettuato per l’affitto della villa sita in Francia, siamo a notare come si sono biforcati le fonti dello stesso prestito. Ma la ramificazione è molto più complessa, perche soltanto dallo stesso prestito di un milione restano ancora più di 500 mila di euro, la cui destinazione dovrebbe essere stabilita da parte di P.M. che stanno ad affermare di essere in ricerca del denaro sottratto e dei beneficiari. Se sovrapponiamo quelli due bonifici bancari effettuati, vediamo che il secondo pagamento effettuato per la villa sita in Francia è stata effettuata su base dello stesso prestito di cui l’ex banchiere ha dichiarato di aver pagato una tangente a favore di Vladimir Filat.

Le vacanze di Shor del mese di agosto 2014 hanno supposto anche altre spese oltre a quelli 430 mila di euro per l’affitto della villa. Dalle fotografie pubblicate su internet risulta che la famiglia ha viaggiato in yacht, ha festeggiato il compleanno del figlio della sposa di Shor (risultato dal matrimonio precedente) in un hotel di lusso a Saint Jean Cap Ferrat ed ha trascorso il tempo, compreso, a Monaco, nella città di Monte Carlo, sita a circa 15 kilometri dalla villa presa in affitto. Invece negli estratti bancari della società Hezburg sono indicati anche altri pagamenti connessi alle stesse vacanze. Circa 115 mila di euro, pagati in due rate per lo yacht, 31 de mila de euro – per il noleggio dell’auto di lusso.

Ancora 52 mila sono stati trasferiti per l’affitto di un’altra villa sulla Costa d’Azzurro, e più di 31 mila sono stati pagati a favore di un’ufficio di turismo di Parigi. In questa maniera, al costo delle vacanze del mese di agosto 2014, oltre quelli 430 mila di euro per l’affitto della villa vengono aggiunti ancora circa 230 mila di euro, spesi attraverso la società Hezburg LLP. E questo denaro è provenuto dalle SRL intestate a nome del condannato Ilan Shor davanti al tribunale di primo grado, compagnie che hanno ritirato denaro presso quelle tre banche che hanno subito la frode fino che le hanno svuotato totalmente nel mese di novembrie 2014. Per esempio, le tracce del denaro pagato per lo yacht vanno ad un prestito di un milione 200 mila di euro, preso in prestito dalla Banca de Economii (Banca de Risparmio) attraverso la società del gruppo intestato a nome di Shor, Dracard SRL. Compagnia che, in fin dei conti, ha registrato dei debiti nei confronti della Banca de Economii (Banca de Risparmio) di circa tre miliardi di lei. I bonifici bancari effettuati a favore dell’ufficio di turismo conducono ad un prestito di circa 2,4 milioni di lei concesso da Unibank a favore della SRL controllata da Shor, con il nome di Contrade. E il denaro per le auto di lusso è provenuto dai conti della Banca Sociala intestati a nome della società Davema Com.

Tutte queste tre SRL hanno partecipato all’ultima tappa della frode bancaria quando in data di 25 e 26 noiembrie 2014 il portafoglio prestiti pari a 13 miliardi di lei è stato trasferito da BEM a Banca Sociala, per essere ulteriormente ceduto a favore di offshore Fortuna United, di cui abbiamo mostrato precedentemente che è stato fondato dai fiduciari dell’oligarco Vladimir Plahotniuc. La denominazione delle società è stata riportata nelle relazioni di Kroll.

Complessivamente, 660 mila di euro, tanto quanto costituisce l’importo totale dei pagamenti effettuati riportati finora, effettuati attraverso la società Hezburg, significa l’equivalente di circa 13 milioni di lei. L’unico affare dichiarato da Ilan Shor durante gli anni è una società moldava il cui valore d’acquisto non supera neanche 200 mila lei, conformemente alle dichiarazioni dei beni personali intestati rilasciate dal sindaco di Orhei. L’intero affare dichiarato da Shor, cui pretende di essere un imprenditore di successo, ha un valore di 64 volte più piccolo rapportato alle spese per quelle vacanze trascorse nel mese di agosto 2014. Solo per l’affitto della villa Shor dovrebbe avere 42 simili affari e di venderli tutti. Il valore dei beni intestati a nome di Shor messi sotto sequestro nel dossier della frode bancaria costituisce circa 60 milioni. Risulta che l’uomo si è permesso di spendere nelle vacanze oltre 20 percenti del valore dei beni, che lo stato potrebbe far recuperare dallo stesso in caso di una condanna definitiva nel dossier della frode bancaria.

Dopo tantissimi giorni di ricerca siamo riusciti ad incontrare Ilan Shor per richiederle la reazione. Come sempre, quest’ultimo è passato via come un fulmine vicino al nostro cronista, e invece di rispondere, ha balbettato qualcosa in riferimento alle fonti di finanziamento di Jurnal TV.

Come risulta dalla deliberazione delle autorità di mettere il furto sulle spalle dei cittadini, i cittadini moldavi hanno da pagare 25 miliardi di lei durante due decenni successivi. Questa cifra contiene in sé anche la doppia fattura per le vacanze trascorse da Ilan Shor, da sua famiglia e dai suoi amici sulla Riviera francese nel mese di agosto 2014. Sono buoni da pagare compreso anche quelli cittadini moldavi per cui la sopravvivenza dipende anche dal risparmio di un solo leu nei negozi sociali aperti dallo stesso condannato ai fini dell’elezione. Compreso quelli chi si affollano agli eventi organizzati dallo stesso Ilan Shor per un mestolo di grano saraceno, con o senza carne. Compreso quelli cittadini moldavi costretti, come a causa della fame, di capovolgere tutto fino all’ultima fetta di pane nelle scatole svuotate molto più rapido che si aspettavano gli organizzatori stessi.

Nelle edizioni successive del Giornale della Settimana presenteremmo informazioni anche sulle altre vacanze trascorse da Ilan Shor, da sua famiglia e dai suoi amici, la fattura che è stata avanzata da pagare ai cittadini moldavi.

Siamo a precisare che conformemente alle risultanze delle inchieste effettuate dall’agenzia internazionale Kroll, assunta dalla Banca Nazionale per indagare la frode bancaria e le modalità di recupero del denaro sottratto, Ilan Shor ha giocato un ruolo maggiore alla realizzazione dello schema fraudolento. La sua parte prevedeva di assumere il controllo su tre banche, di cui una statale, e l’ulteriore svalutazione delle stesse a mezzo di prestiti non performanti. La Procura Anticorruzione che viene a gestire il dossier della frode bancaria non ha presentato davanti al tribunale sufficienti prove in grado di dimostrare che Ilan Shor ha beneficiato personalmente da una parte del denaro sottratto, anche se questa cosa si vede chiaramente negli estratti conti intestati a nome delle società registrati a nome suo, documenti che hanno alla sua disposizione gli investigatori e che stanno per usare negli altri dossier. E dato che gli accusatori non hanno esibito prove per contraddire Shor, l’autorità giudiziaria avrebbe creduto le dichiarazioni rilasciate dall’imputato che egli personalmente non avrebbe beneficiato di nessun leu sottratto da BEM.

Di conseguenza, invece di essere condannato per truffa, così com’è stata formulata l’imputazione, Shor è stato condannato per aver cagionato danni. Questa riqualificazione dell’imputazione significa tantissimo. Da una parte – una pena molto più mite, dall’altra parte – la possibilità di un’eventuale amnistia, che sarebbe impossibile nel casol di una condanna per truffa di entità particolarmente rilevante. Anteriormente abbiamo inoltrato una domanda di informazioni alla Procura Anticorruzione, dove abbiamo formulato la domanda perche i P.M. non hanno utilizzato le prove concrete dei rullaggi della società Hezburg, per far argomentare l’imputazione di truffa. In una risposta il dirigente dell’unità, Viorel Morari viene a comunicare che le prove in merito costituiscono l’oggetto dell’imputazione nel procedimento penale avviato a nome di Shor in corso di causa presso la Corte d’Appello. Non è chiaro se il P.M. si riferisce al fatto che le prove in merito non sono stati prese in considerazione assoluttamente dai suoi subalterni nel corso dell’esame davanti al tribunale di primo grado o che queste ultime sono state utilizzate anche in quel momento, ma senz’alcun effetto sui giudici.

Ci sono molte domande che restano senza risposta da parte dei P.M. Ci interessa, per esempio, perche non hanno rinviato a giudizio penale per falsa denuncia dopodiche è stato rilevato che le dichiarazioni rilasciate da Shor in relazione di aver datto la tangente a favore di Filat attraverso delle cittadine russe non corrisponde al vero? Oppure loro pensano di farlo entro i successivi due anni? Perche proprio tanto è rimasto fino alla scadenza del termine di prescrizione per il reato in merito. Un’altra domanda sarebbe che motivi hanno i P.M. per far considerare veritiere le altre dichiarazioni rilasciate da Shor negli episodi del dossier della „frode bancaria”, intendendo che proprio sulle dichiarazioni rilasciate da Shor si fonda la maggioranza delle condanne formulate fino al tempo presente. Abbiamo inviato queste domande mediante il Servizio stampa della Procura Anticorruzione e, caso se ci sarà offerta una risposta, provvederemmo a presentarla nelle edizioni successive.